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Isle of Mainau – Germany

Fly like a butterfly! On the isle of Mainau you can visit the house of butterfly, the biggest of Europe. They fly all over you when you walk inside their home. You feel like a small kid with eyes wide open, marvelling at the beautiful colours of their wings and the perfection of their tiny body. www.albertonitravelphotography.com

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Venice, Italy

The most romantic place in the world! We visited this special place at the beginning of november. The weather was beautiful and we enjoyed strolling around discovering the beautiful autumn colours. More pictures on http://www.albertonitravelphotography.com/italia

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Girona – Catalogna

Colori ed emozioni dal nostro ultimo viaggio in Catalogna. La città vecchia di Girona è tutta da visitare camminando tra i vicoli del centro storico sotto le stelle o alla luce del tiepido sole primaverile. Visita la pagina del nostro sito per altre foto: https://albertonitravelphotography.com/spagna#Girona

Colours and emotions from our last journey to Catalunia. The old town of Girona needs to be visited on foot, passing through the small roads, under the sky full of glittering stars or during a beautiful tepid spring day. Visit our site for more beautiful pictures: https://albertonitravelphotography/spagna#Girona

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Avignon for Ukraine

Avignon for Ukraine: on our last tour we went among all places to Avignon. The night view of the bridge and the medieval city left us without words and want to share this emotion with you. A picture was due.

Avignone per l’Ucraina: durante il nostro ultimo viaggio abbiamo fatto tappa ad Avignone. La vista delle luci sul ponte e sulla città medievale ci ha lasciato senza parole e a bocca aperta. Vogliamo condividere questa emozione con voi.

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Le Mont-Saint-Michel, Manche

Le Mont-Saint-Michel è un comune francese di 33 abitanti situato sul golfo di Saint-Malo, nel dipartimento della Manica, regione della Normandia. Il numero della popolazione subisce un’impennata durante il giorno, quando le navette colme di turisti trasportano fino ai piedi della singolare collina orde di curiosi turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Le maree, che nell’antichità ne determinavano l’accessibilità e i ritmi, oggi ne modificano la morfologia e la vista. vedi http://www.albertonitravelphotography.com/francia

 

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Saint Malo, Bretagna

Abbiamo trascorso gli ultimi giorni del 2019 e i primi giorni del 2020 in Bretagna. Anche l’inverno ha il suo fascino in questo angolo di Francia.

vedi più foto: https://albertonitravelphotography.com/francia#saint-malo

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Øresundsbroen

Lo stretto di Øresund divide le terre Svedesi da quelle Danesi. Il ponte che lo attraversa tutt’a un tratto svanisce come per incanto tra le acque dello stretto e spunta a Copenhagen.

guarda le foto su:

http://www.albertonitravelphotography.com/danimarca

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www.albertonitravelphotography.com

We are online!

Visit out beautiful site about Lofoten & Vesterålen
Il nostro sito fotografico sulle isole Lofoten & Vesterålen è online!

Oslo – una capitale da visitare

Oggi siamo a Oslo, la bella capitale della Norvegia.

In verità avevamo pianificato una visita a Bergen, ma il tempo previsto era molto brutto, addirittura si parlava di allagamenti per la gran pioggia.

Uno dei vantaggi di viaggiare in camper è che il percorso può essere rivisto e adattato in un batter d’occhio.

Abbiamo dunque imboccato la strada 52 che attraversa la Norvegia orizzontalmente e ci riporta nuovamente ad alture montane ragguardevoli.

Ritroviamo i paesaggi ormai famigliari fatti di ghiacciai, cascate vertiginose, brughiere pascolate da pecore, mucche e renne e piccole case colorate discoste appollaiate sui dolci pendii delle montagne.

Ci fermiamo per cenare e passare la notte sul colmo del passo a ca 1400 m.s.l.m. quando l’ultimo raggio di sole bacia le cime.

Al mattino presto, dopo un sonno agitato dal vento impetuoso che ha sferzato il nostro camper tutta la notte, partiamo alla volta della capitale sotto il cielo grigio.

L’area di sosta è quella già utilizzata l’altra volta, la fermata del bus è appena fuori dal posteggio, comodissimo per lo spostamento in centro, tutto molto facile.

Bighelloniamo per il bel centro, il sole rende i colori già vividi e ancora più brillanti.

Nel 2021 ci eravamo fermati qui a Oslo al ritorno dalle Isole Lofoten e Vesterålen e con la bici avevamo già visitato i punti d’interesse principali.

Mi piace ricordare i posti già visti e rendermi conto che non sono cambiati.

L’impressione è sempre quella avuta la prima volta di città del nord a misura d’uomo, bella, pulita, piena di oggetti d’arte a ogni angolo della strada e statue che rimandano alla storia della città.

L’isola di Runde – tra terra e cielo

Runde è un’isoletta di pochi Km2 alla fine di una strada fatta di ponti e tunnel che collega una serie di isole dell’arcipelago di Ålesund. L’ultimo ponte, quello che ci fa approdare all’isola di Runde, è a senso unico. Per evitare spiacevoli ingorghi si chiede di arrivare in campeggio dopo le 13:00, mentre la partenza dev’essere prima delle 12:00.

Si tratta di un’isola conosciuta per il birdwatching, e questo è il motivo principale per cui siamo qui.

Il piccolo campeggio è gestito da un personaggio che sembra uscito da un libro di troll, cammina avanti e indietro per indicare ai camper in arrivo dove piazzarsi e tenere sotto controllo chi parte. Gli chiedo un posto per due notti e alla vista della nostra targa mi dice con un sorrisetto: ”mi sono sempre piaciuti gli Svizzeri, vi do il posto più bello che mi è rimasto”. In effetti eccoci qui posteggiati fronte oceano con vista imprendibile.

Vado alla ricezione per il pagamento anticipato, dove incontro la moglie. Mi da le indicazioni per raggiungere le scogliere dove nidificano in questo periodo le pulcinelle di mare e le sule. Mi dice: “devi essere li alle 20:00, ci vogliono 40 minuti di cammino e portati qualcosa contro la pioggia che qui può piovere in qualsiasi momento”.

La giornata oggi è iniziata com’è finita ieri: sotto la pioggia. In serata tuttavia sembra che migliori, forse non pioverà.

Ci attrezziamo con scarponi, giacche invernali, macchine fotografiche (ovvio!), borraccia e partiamo di buona lena alle 19:40.

Appena usciti dal camping troviamo la tavola con la direzione da seguire. Da 0 a 300m di altitudine; non eravamo preparati a una strada così in pendenza: ma dico, almeno qualche tornante potevate prevederlo!

Arriviamo al colmo con il fiatone e ci accorgiamo di non essere da soli: almeno altre 200 persone, hanno avuto la stessa dritta e sono qui all’appuntamento delle 20.

Le nuvole scure perdurano, ma almeno non piove, anzi qualche spiraglio tra le nuvole fa passare un po’ di luce.

Ci avviciniamo al bordo della scogliera e le vediamo laggiù, le pulcinelle di mare in volo. Tantissime, con la loro pancia bianca spiccano sul blu del mare e atterrano con le loro zampette palmate sulle sporgenze della parete a picco sul mare.

Con il tele riesco a immortalarle, sono proprio bellissime. Ci guardano e sembra che a loro volta si sorprendano a vedere tutta questa gente che le osserva. Vanno e vengono incuranti del vento che sferza la cima mentre noi ci congeliamo le mani.

L’indomani è destinato alle sule, che però non hanno un orario preciso, ogni ora del giorno per loro va bene.

Ce la prendiamo con calma. La meteo oggi è clemente e facciamo colazione sul tavolo a lato del nostro posteggio. Due camper più in là un altro camper targato Ticino. Incredibile, conosciamo anche le persone che lo occupano! Facciamo subito comunella e le chiacchiere da camperisti e birdwatcher sono accompagnate da buon caffè e biscotti.

Ormai si è fatto mezzogiorno ci salutiamo e ognuno parte per la propria meta. Prepariamo i panini e ci attrezziamo per la salita, sta volta anche con i guanti.

Il sentiero per la scogliera delle sule prevede due ore di cammino.

Il vento sferza i nostri volti, ma le sule, che hanno fatto il nido sulle sporgenze della scogliera sono incuranti. Siamo fortunati, nei nidi ci sono anche i pulcini.

Un’esperienza unica e altri ricordi speciali da custodire.

Ålesund – un tramonto da ricordare

Un ultimo sguardo alla strada sull’Atlantico anche chiamato Oceano di Norvegia e via verso Ålesund.

Oggi inizio giornata bellissimo. Percorriamo i pochi chilometri e giungiamo ad Ålesund nel primo pomeriggio. L’area di sosta si trova proprio di fronte al mare dove troviamo ancora un posto libero, passeremo qui la notte.

Questo capoluogo ha come altri luoghi norvegesi storie da raccontare di rotte marine dettate dalla lega Anseatica, roghi terribili che ne hanno ridisegnato l’architettura e sconvolto i destini di chi vi viveva. Oggi resta un centro importante per la pesca marittima norvegese.

Saliamo i 418 scalini serpeggianti e con il fiatone per lo sforzo compiuto ammiriamo il centro colorato dai palazzi in art nouveau. Nel frattempo il cielo si è fatto cupo, forse pioverà. Ripercorriamo il sentiero e torniamo a livello del mare.

L’ambiente del centro è rilassato e pieno di ristoranti che si affacciano sui fiordi cittadini. Passeggiamo fino alla fine del porto e aspettiamo il tramonto: tra le nuvole minacciose e l’orizzonte c’è uno spiraglio di cielo che sta cambiando colore, il tramonto si annuncia spettacolare. Intanto comincia a piovigginare mi sa che il cielo si richiude e non se ne fa nulla.

E invece… proprio mentre stavamo tornando verso il camper, una luce fortissima colpisce con forza tutto quello che incontra: il sole è apparso con prepotenza proprio prima di tramontare e ci regala un momento unico.

Con la pioggerella che continua a scendere i colori appaiono ancora più vividi e un l’arcobaleno spicca davanti alle nuvole nere. Tutti ci fermiamo a guardare con la bocca aperta e gli occhi pieni di meraviglia attendendo sotto la pioggia che il sole scenda oltre la linea dell’orizzonte.

Anche sta sera la pioggia culla i nostri sogni, colorati dalle emozioni della giornata.

Atlanterhavsvejen – La strada sull’Atlantico

Il sole è ancora alto questa sera e la luce ci invoglia a continuare il nostro viaggio.

La nostra prossima tappa è la strada sull’Atlantico, che ormai é diventata un punto di passaggio immancabile nei nostri viaggi al nord, un luogo del cuore.

La via si snoda su una serie infinita di isolette tra Mølde e Averøy, a destra acqua, a sinistra idem.

Paolo tira fuori il drone e scatta un paio di foto dall’alto e sembra subito di volare.

E’ ora di cena, ma solo uno spuntino fugace perché fuori lo spettacolo comincia!

Il sole che si nascondeva timido dietro le nuvole alle 21:30, prima di salutarci per la notte, fa capolino al di sotto delle nuvole, sopra la linea dell’orizzonte, inondando di un colore arancione saturo tutto quello che incontra.

Le ombre si allungano sempre di più e i contorni si ammorbidiscono, rimango con il fiato sospeso fino alla fine dello spettacolo.

Guardo l’orologio e sono le 22:40, le luci del tramonto non si sono ancora esaurite. Il buio completo arriva verso mezzanotte dopo che il cielo si è colorato di ogni colore.

Domani ci aspetta un risveglio altrettanto pieno di colori e una nuova destinazione tutta da raccontare.

Da Eidsdal ad Åndalsnes, una curva dopo l‘altra – Norvegia 2026

Dopo un buon sonno ristoratore ripartiamo da Eidsdal per la prossima destinazione.

La strada, tra tornanti e laghetti di montagna, ci riconduce al livello del mare dove, a Norddal, troviamo il traghetto per Sylte, che sembra aspetti solo noi. 15 minuti di traversata e si scende già.

Non serve riservare. I traghetti in alta stagione non si fermano mai, uno va e uno torna, nessun biglietto, nessuna preoccupazione. All’imbarco viene fotografata la targa, il sistema registra la lunghezza del mezzo e poi si riceve a casa la fattura da pagare in tutta comodità.

A Sylte ci fermiamo a bordo lago per un fugace pic nic, prima di tornare su ai prossimi tornanti della Valldalsvegen.

Ai lati della strada dei ragazzi vendono fragole esposte su bancarelle di legno. Sí dai, fermiamoci e prendiamone anche noi! Fragole e lamponi indigeni succulenti, che leccornia!

Un lampone tira l’altro così come le curve. La natura si fa sempre più brulla. Gli alberi scompaiono e fanno posto a brughiere colorate di rosa per l’erica in fiore.

Le montagne ai bordi della strada si fanno alte e le vette ricordano quelle dei nostri passi.

Giungiamo a Trollstigen a 850 m.s.l.m., qui non mancano pecore e cascate e turisti da ogni dove.

Una lunga passerella attaccata alla parete della montagna permette una vista spettacolare della strada e della vallata.

Trollstigen é il punto più alto della scala dei troll, creature del folklore norvegese che, secondo le leggende, abitano tra le montagne e le rocce.

La strada, con i suoi 11 tornanti strettissimi che si arrampicano lungo la parete della montagna, sembra proprio una gigantesca scala per troll.

In alcuni punti è talmente stretta che non è possibile incrociare. Dei pattugliatori dirigono il traffico, ma per gli automobilisti e camperisti inesperti può essere un vero stress! Paolo ha il sangue freddo di chi i tornanti stretti se li mangia a colazione. Siamo in una botte di ferro!

Ad Åndalsnes, che si trova a pochi chilometri dai piedi del Trollstigen, ci fermiamo per una pausa recupero forze e in serata via per una destinazione a noi molto cara … ma questa è un’altra storia. 😉

Lom e il Geirangerfjord

Passata la dogana tra Svezia e Norvegia si imbocca la strada E6 che passa da Oslo e Lillehammer con i suoi trampolini olimpici costruiti in occasione dei giochi del 2014. Breve pausa tecnica per carico – scarico e passeggiata a bordo del lago più grande della Norvegia: il lago Mjøsa. Fotografiamo qualche ballerina bianca e ripartiamo direzione Lom riconoscendo i paesaggi tipici con le sue casette colorate e i prati verdissimi.

A Otta imbocchiamo la strada Rv15 e già si comincia sentire l’aria di montagna, Le curve si susseguono e la strada costeggia l’onnipresente fiume o lago o fiordo. Le stalle e le casette sono sparse sui pendii dolci delle montagne. Arriviamo a Lom nel pomeriggio, facciamo il check-in al campeggio Nordal Camping e ci installiamo in una piazzola a scelta. Sta sera cenetta con filetto di maiale e patatine. Ci prepariamo per la notte. Domani si esce per le 12, quindi avremo tempo per visitare la chiesa in legno e la panetteria, indicati quali punti da vedere dalla guida turistica.

La chiesa è sorprendente posta all’interno di una cinta anch’essa di legno su di un tappeto erboso verdissimo perfettamente rasato e occupato dalle lapidi, ognuna con i suoi fiori colorati. Riesco ad intrufolarmi all’interno della chiesa tra un gruppo e l’altro di turisti internazionali, la signora all’entrata mi fa entrare senza pagare biglietto.

Segue visita in panetteria, il profumo del pane fresco e cannella ci avvolge. Facciamo la fila e prendiamo una bella pagnotta di pane e qualche pasta dolce alla cannella. Leccornie. Tornando verso il campeggio incontriamo due coraggiosi imbragati che corrono sulla tirolese sospesa sulla rapida del fiume sotto la pioggerella norvegese a cui qui nessuno fa caso.

Ed e già ora di lasciare il campeggio.

Continuando sulla strada Rv15 facciamo tappa sulle rive del lago Heggiebotvatnet per un panino, qualche scatto alla chiusa e ripartiamo per cercare un posto per il pisolino pomeridiano.

Ci fermiamo al posteggio del Reinheimen Nationalpark e mentre Paolo sonnecchia io, scarponi e macchina fotografica alla mano mi incammino per il sentiero che porta fino in cima alla cascata.

Che vista! Tra due gocce d’acqua e un raggio di sole arrivo fin lassù tra il silenzio e della natura e il fragore delle ripide. Ogni tanto incontro qualcuno che scende, ma con il cuore leggero, proseguo sempre più in alto fino a che mi rendo conto di essere stata via parecchio e di iniziare ad avere sete, inizio la discesa e torno da Paolo che mi sta aspettando al ponticello di partenza.

Imbocchiamo la spettacolare strada Fv63. Salendo di quota la vegetazione sparisce per lasciare spazio ai ghiacciai eterni e laghi di montagna, prima della vertiginosa discesa verso il fiordo. Al colmo della strada, tra pioggia e sole ci fermiamo in un’area di sosta per qualche foto e sorprendiamo un gruppetto di persone intente a grigliare sotto la pioggia, salutiamo, ci fanno segno di unirci a loro, ma, no grazie, non siamo mica norvegesi!

Riprendiamo la strada fatta di curve e iniziamo la discesa verso Geiranger, la vista e il tempo uggioso sono perfetti e ci lasciano senza fiato dallo stupore. A un certo punto arriviamo alla terrazza panoramica da cui si vede la vallata intera e alla fine il Geiranger Fjord occupato da un’enorme nave da crociera con il sole che fa capolino da dietro le nuvole. Che vista da cartolina!

Il fiordo è racchiuso tra le montagne verdissime, solcate da innumerevoli cascate. La sua acqua è di un blu intenso.

Ci fermiamo per la notte a Eidsdal sulle rive del laghetto alpino che gli dà il nome, la pioggia sul tetto del camper ci culla e ci fa dormire sonni tranquilli.

1. agosto in viaggio verso la Norvegia

Anche quest‘anno è giunto il giorno della partenza per il nostro meritato viaggio-avventura. Il caldo torrido che avvolge l‘Europa ci ha fatto cambiare destinazione e abbiamo deciso alla fine per la Norvegia. La mia amata Norvegia, il paese più bello che abbia mai visitato a oggi. Sappiamo che vi sarà molta strada da fare, ma ne vale sicuramente la pena. Dopo aver attraversato la rovente Germania abbiamo finalmente passato il confine Danese, quello Svedese e riconosciamo i paesaggi già visti ma che ogni volta ci meravigliano per la loro bellezza. Pubblico le foto del 1. di Agosto, dall‘alba al tramonto, che riassumono la nostra giornata di viaggio.

Alba Danese
Lillebroen
Storebroen

Tramonto a Uddevalla – Svezia

La luna del lupo

La luna del lupo è il nome tradizionale dato al plenilunio di gennaio.

Deriva dalle culture nordamericane, che associavano questo periodo agli ululati dei lupi affamati durante l’inverno.

Questa luna piena è stata anche una superluna, cioè è apparsa leggermente più grande e luminosa del solito perché si trovava vicino al perigeo, il punto più vicino alla Terra nella sua orbita.  

Ero in visita al parco ornitologico di Pont de Gau in Camargue scattando foto dei fenicotteri che vivono qui tutto l’anno, quando all‘orizzonte é spuntata questa immensa luna piena di colore rosso. A bocca aperta per lo stupore non ho potuto fare a meno di immortalarla!

Saintes-Maries-de-la-Mer, Camargue

Il primo giorno dell’anno si apre con un passeggiata nel centro di questa graziosa cittadina.
Il sole invernale semi-nascosto da uno strato di nubi quasi trasparente crea una luce tenue e un’atmosfera del tutto speciale. Scopriamo che il primo giorno dell’anno a Saintes-Maries-de-la-Mer si apre con una suggestiva sfilata di cavalli della Camargue. I cavalieri guidano la mandria di cavalli sciolti attraverso le strade del paese celebrando le antiche tradizioni locali. L’atmosfera è festosa e autentica, tra il rumore degli zoccoli e l’emozione di un rito che unisce comunità e storia.

Buon anno 2026!

Auguri di cuore da Katia e Paolo per un anno pieno di gioia e salute! http://albertonikatia.com