Passata la dogana tra Svezia e Norvegia si imbocca la strada E6 che passa da Oslo e Lillehammer con i suoi trampolini olimpici costruiti in occasione dei giochi del 2014. Breve pausa tecnica per carico – scarico e passeggiata a bordo del lago più grande della Norvegia: il lago Mjøsa. Fotografiamo qualche ballerina bianca e ripartiamo direzione Lom riconoscendo i paesaggi tipici con le sue casette colorate e i prati verdissimi.

A Otta imbocchiamo la strada Rv15 e già si comincia sentire l’aria di montagna, Le curve si susseguono e la strada costeggia l’onnipresente fiume o lago o fiordo. Le stalle e le casette sono sparse sui pendii dolci delle montagne. Arriviamo a Lom nel pomeriggio, facciamo il check-in al campeggio Nordal Camping e ci installiamo in una piazzola a scelta. Sta sera cenetta con filetto di maiale e patatine. Ci prepariamo per la notte. Domani si esce per le 12, quindi avremo tempo per visitare la chiesa in legno e la panetteria, indicati quali punti da vedere dalla guida turistica.
La chiesa è sorprendente posta all’interno di una cinta anch’essa di legno su di un tappeto erboso verdissimo perfettamente rasato e occupato dalle lapidi, ognuna con i suoi fiori colorati. Riesco ad intrufolarmi all’interno della chiesa tra un gruppo e l’altro di turisti internazionali, la signora all’entrata mi fa entrare senza pagare biglietto.


Segue visita in panetteria, il profumo del pane fresco e cannella ci avvolge. Facciamo la fila e prendiamo una bella pagnotta di pane e qualche pasta dolce alla cannella. Leccornie. Tornando verso il campeggio incontriamo due coraggiosi imbragati che corrono sulla tirolese sospesa sulla rapida del fiume sotto la pioggerella norvegese a cui qui nessuno fa caso.

Ed e già ora di lasciare il campeggio.
Continuando sulla strada Rv15 facciamo tappa sulle rive del lago Heggiebotvatnet per un panino, qualche scatto alla chiusa e ripartiamo per cercare un posto per il pisolino pomeridiano.

Ci fermiamo al posteggio del Reinheimen Nationalpark e mentre Paolo sonnecchia io, scarponi e macchina fotografica alla mano mi incammino per il sentiero che porta fino in cima alla cascata.








Che vista! Tra due gocce d’acqua e un raggio di sole arrivo fin lassù tra il silenzio e della natura e il fragore delle ripide. Ogni tanto incontro qualcuno che scende, ma con il cuore leggero, proseguo sempre più in alto fino a che mi rendo conto di essere stata via parecchio e di iniziare ad avere sete, inizio la discesa e torno da Paolo che mi sta aspettando al ponticello di partenza.
Imbocchiamo la spettacolare strada Fv63. Salendo di quota la vegetazione sparisce per lasciare spazio ai ghiacciai eterni e laghi di montagna, prima della vertiginosa discesa verso il fiordo. Al colmo della strada, tra pioggia e sole ci fermiamo in un’area di sosta per qualche foto e sorprendiamo un gruppetto di persone intente a grigliare sotto la pioggia, salutiamo, ci fanno segno di unirci a loro, ma, no grazie, non siamo mica norvegesi!





Riprendiamo la strada fatta di curve e iniziamo la discesa verso Geiranger, la vista e il tempo uggioso sono perfetti e ci lasciano senza fiato dallo stupore. A un certo punto arriviamo alla terrazza panoramica da cui si vede la vallata intera e alla fine il Geiranger Fjord occupato da un’enorme nave da crociera con il sole che fa capolino da dietro le nuvole. Che vista da cartolina!






Il fiordo è racchiuso tra le montagne verdissime, solcate da innumerevoli cascate. La sua acqua è di un blu intenso.

Ci fermiamo per la notte a Eidsdal sulle rive del laghetto alpino che gli dà il nome, la pioggia sul tetto del camper ci culla e ci fa dormire sonni tranquilli.

Bellissimo il tuo racconto, le foto e i luoghi che state visitando ❤️
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